In Breve
- Quanti alberi sono stati piantati in Italia nel 2025?
- Nel 2025 sono stati piantati quasi 3,7 milioni di alberi.
- Qual è il valore economico generato dalla nuova forestazione?
- Il valore in servizi ecosistemici è stimato in circa 28 milioni di euro all'anno.
- Quali regioni hanno piantato più alberi?
- Trentino-Alto Adige, Sicilia, Lombardia e Piemonte sono le regioni con il maggior numero di alberi piantati.
Nel 2025, l’Italia ha compiuto un passo significativo nella lotta contro il cambiamento climatico, piantando quasi 3,7 milioni di alberi, un incremento del 17% rispetto al 2024. Questa iniziativa ha coperto una superficie di oltre 5.300 ettari e si prevede che genererà un valore in servizi ecosistemici stimato in circa 28 milioni di euro all’anno per ogni anno di vita dei nuovi impianti arborei e arbustivi.
La sesta edizione dell’Atlante delle Foreste, un rapporto annuale che dal 2020 mappa gli interventi di forestazione, ha analizzato 260 nuovi progetti distribuiti in aree urbane ed extraurbane. Questo documento mette in evidenza il ruolo cruciale delle Città metropolitane, che grazie ai fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) hanno quadruplicato il loro contributo rispetto all’anno precedente.
A livello regionale, il Trentino-Alto Adige si conferma il leader della forestazione in Italia, con oltre 840.000 alberi piantati, seguito dalla Sicilia con oltre 600.000 piante. La Lombardia e il Piemonte seguono a breve distanza, con circa 479.000 e 469.000 alberi rispettivamente.
Tuttavia, non tutte le regioni hanno contribuito in modo equo a questa iniziativa. Nove regioni, tra cui Abruzzo, Basilicata, e Calabria, non hanno finanziato nuovi impianti nel 2025 tramite le politiche forestali regionali. Le ragioni di questa mancanza sono spesso legate alla fase di avvio del Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale del Piano strategico della PAC 2023-2027.
Le Città metropolitane hanno messo a dimora 1,48 milioni di alberi e arbusti con i fondi del PNRR, segnando il volume più alto mai registrato dall’Atlante. Torino e Roma rappresentano il 59% del totale, con circa 455.000 e 414.000 alberi piantati. Altre città come Reggio Calabria e Catania hanno anch’esse contribuito in modo significativo, quest’ultima completando progetti fermi da tre anni in una sola stagione.
Sei Città metropolitane, tuttavia, non hanno registrato alcun albero piantato per motivi vari. A Firenze, ad esempio, la messa a dimora è stata conclusa oltre i tempi di rilevazione, mentre Venezia ha completato il primo avviso del bando PNRR senza partecipare al secondo.
Un aspetto positivo è rappresentato dagli investimenti privati, che hanno visto un aumento significativo con 69.510 alberi piantati nel 2025, un incremento del 70% rispetto al 2024. Le regioni che hanno beneficiato maggiormente di questi contributi privati sono Lombardia, Umbria e Veneto, anche se i volumi rimangono inferiori rispetto al triennio 2021-2023.
Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO2, ha sottolineato che i numeri, sebbene positivi, non bastano di fronte all’emergenza climatica. È necessario implementare interventi strutturali su edifici, infrastrutture urbane e gestione idrica, oltre a garantire una programmazione ordinaria e finanziamenti continui per la gestione del verde pubblico.
Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, ha evidenziato i benefici della forestazione e ha chiesto al governo di garantire risorse certe nel Piano Nazionale di Ripristino, per trasformare la cura degli alberi e delle foreste da intervento emergenziale a politica strutturale.
Dal 2022, l’Atlante ha documentato oltre 12 milioni di alberi e arbusti messi a dimora su 16.889 ettari. Tuttavia, il rapporto mette in evidenza la discontinuità della forestazione in Italia, legata ai cicli di finanziamento straordinario, e avverte del rischio che la fine della spinta del PNRR possa determinare un brusco arresto dei nuovi impianti e problemi di cura e mantenimento delle piante già messe a dimora.
