In Breve
- Qual è la posizione di Credit Agricole sulla fusione con Mps?
- Credit Agricole frena sulle ipotesi di fusione, affermando che nulla può essere fatto senza il suo coinvolgimento.
- Quali sono i risultati finanziari di Credit Agricole nel secondo trimestre?
- L'utile netto è stato di 2,778 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto all'anno precedente.
- Qual è l'importanza del mercato italiano per Credit Agricole?
- L'Italia è considerata un mercato strategico per la crescita del gruppo.
Credit Agricole ha recentemente espresso una posizione cauta riguardo alle speculazioni su una possibile fusione tra Banco Bpm e Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps). Il CEO Olivier Gavalda ha chiarito che, detenendo il 29,3% del capitale di Banco Bpm, l’istituto francese gioca un ruolo fondamentale in qualsiasi discussione riguardante la fusione.
In un’intervista, Gavalda ha affermato: “Non abbiamo ricevuto alcun progetto, né alcuna informazione su una potenziale fusione tra Mps e Bpm”. Ha inoltre sottolineato l’impossibilità di valutare se un tale progetto possa creare valore per gli azionisti di Piazza Meda senza un coinvolgimento diretto di Credit Agricole.
Il vice amministratore delegato Jerome Grivet ha confermato di non essere a conoscenza di “alcun progresso concreto” riguardo a questa proposta di fusione. La deputy general manager Clotilde L’Angevin ha aggiunto che non è stata ancora richiesta l’autorizzazione alla Banca Centrale Europea (BCE) per assumere il controllo di Banco Bpm. Ha descritto l’Italia come un mercato strategico per la crescita del gruppo, evidenziando l’importanza della partnership con Banco Bpm e l’intenzione di svilupparsi anche attraverso la controllata Credit Agricole Italia.
Nel contesto di queste dichiarazioni, il consiglio di amministrazione di Credit Agricole ha approvato i risultati finanziari del secondo trimestre. L’utile netto di pertinenza del gruppo è stato di 2,778 miliardi di euro, in crescita del 7,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con ricavi totali pari a 10,880 miliardi di euro (+12,9%). Questo incremento è stato accompagnato da un aumento significativo del margine di interesse netto delle banche regionali, che ha registrato un +38%.
Le spese operative hanno raggiunto i 6,143 miliardi di euro, con un incremento del 4,6%. Il margine operativo lordo è salito a 4,737 miliardi di euro, mostrando una crescita del 25,8%, mentre il rapporto cost/income ha migliorato di 4,5 punti, attestandosi al 56,5%. Il costo del rischio si è mantenuto a -862 milioni di euro, con un incremento del 2,7%.
Guardando al semestre, il risultato netto di pertinenza del gruppo ha raggiunto i 4,875 miliardi di euro, con un incremento del 6,8%, e un +14,5% escludendo l’effetto della plusvalenza di Amundi. In Italia, il gruppo ha registrato un utile netto di 1,053 miliardi di euro, di cui 878 milioni di pertinenza del gruppo, confermando così l’Italia come il secondo mercato domestico per Credit Agricole.
La controllata Credit Agricole Italia ha chiuso il semestre con un utile netto consolidato di 478 milioni di euro, in crescita del 2,1%. Gli interessi netti sono stati di 862 milioni di euro (+1,8%), mentre le commissioni hanno raggiunto i 707 milioni di euro (+6,9%). Gli oneri operativi si sono attestati a 787 milioni di euro (+1,7%), con rettifiche di valore nette stabili a 97 milioni di euro. Il costo del credito è stato di 29 punti base, in calo di 1 punto, e il CET1 si è mantenuto al 13,2%.
