In Breve
- Qual è la situazione delle scorte di olio in Sicilia?
- Al 31 luglio, in Sicilia erano stoccate 15.908 tonnellate di oli di oliva.
- Quali sono le strategie per valorizzare l'olio siciliano?
- Le strategie includono l'innovazione degli impianti, l'aggregazione tra operatori e l'uso di tecnologie avanzate.
- Cosa rappresenta il Consorzio Cofiol?
- Il Consorzio Cofiol aggrega sei stabilimenti di confezionamento e oltre 5.000 piccoli coltivatori.
Al 31 luglio, la Sicilia ha registrato scorte di 15.908 tonnellate di oli di oliva, di cui 9.950 tonnellate di extravergine. A livello nazionale, le giacenze ammontano a 233.377 tonnellate, un incremento del 43,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Sebbene la Sicilia contribuisca con circa il 12% della produzione olivicola italiana, è la terza regione per numero di frantoi, con 616 impianti attivi, superata solo da Puglia e Calabria.
Il confronto tra le regioni evidenzia giacenze significative: 73.559 tonnellate in Puglia e 29.735 in Calabria. Di fronte a queste scorte elevate e a una nuova campagna alle porte, la strategia per aumentare il valore della produzione si concentra su impianti più efficienti, tecnologie avanzate, aggregazione tra operatori e una maggiore forza commerciale.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha destinato alla Sicilia 12,69 milioni di euro per l’ammodernamento degli impianti di lavorazione, stoccaggio e confezionamento. Questa cifra è stata successivamente rivista a circa 13,5 milioni, con 45 progetti finanziati. I frantoi sono considerati nodi tecnologici cruciali nella filiera, dove si gestiscono qualità, tempi di lavorazione, conservazione e tracciabilità, oltre a promuovere l’efficienza energetica e la valorizzazione dei sottoprodotti.
Un percorso promettente per il settore è rappresentato dall’aggregazione. Il Consorzio Cofiol, ad esempio, riunisce sei stabilimenti di confezionamento, una rete di 50 frantoi, oltre 200 aziende agricole e più di 5.000 piccoli coltivatori, mirando a creare una massa critica in un sistema altrimenti frammentato.
Un altro aspetto distintivo della produzione siciliana è il patrimonio biologico: il 33,1% della superficie olivicola è coltivata con metodo biologico, superando la media italiana del 29,3%. La sfida economica consiste nel trasformare questa caratteristica in un differenziale di valore riconosciuto dal mercato.
Dal 10 al 12 settembre, Mondello ospiterà l’evento “L’Isola del Tesolio 2026”, che si concentrerà su tre direttrici: integrazione e solidarietà di filiera, innovazione e formazione, internazionalizzazione e sviluppo commerciale. L’evento vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e della distribuzione.
Tra gli interventi, si prevede un focus sull’innovazione tecnologica e sulle tecnologie applicate ai frantoi, con interventi di esperti come Tiziano Caruso, Agnese Taticchi e Alessandro Leone. Manfredi Barbera, CEO di Manfredi Barbera e Figli S.p.A., ha sottolineato l’importanza della collaborazione industriale, affermando: “L’Isola del Tesolio nasce dalla convinzione che il futuro dell’olio EVO siciliano non si costruisca soltanto nei frantoi o negli uliveti, ma nella capacità di fare sistema, di creare relazioni e di trasformare la straordinaria qualità delle nostre produzioni in valore riconosciuto sui mercati e nella cultura dei consumatori”.
