Energie rinnovabili

Coalizione per la gestione energetica dei data center: un passo verso un futuro sostenibile

Gestione energetica dei data center

In Breve

Qual è l'obiettivo della coalizione Emerald AI?
L'obiettivo è garantire spazio sulla rete elettrica per l'espansione dei data center attraverso la demand response.
Come funziona la demand response nei data center?
I data center riducono temporaneamente il consumo elettrico sospendendo attività non critiche e spostando carichi di lavoro.
Quali aziende fanno parte della coalizione?
La coalizione include Emerald AI, Google, Nvidia, Anthropic e utility come AES e National Grid.

Emerald AI ha recentemente annunciato la formazione di una coalizione strategica con giganti della tecnologia come Google, Nvidia e Anthropic, oltre a importanti utility energetiche come AES, Constellation, National Grid e NRG Energy. Questo consorzio mira a sviluppare l’AI Energy Management Alliance (AEMA), un’iniziativa volta a garantire spazio sulla rete elettrica per l’espansione dei data center, sempre più cruciali nell’era digitale.

Il fulcro dell’alleanza è l’ottimizzazione della demand response, un meccanismo che consente ai data center di ridurre temporaneamente il loro consumo di energia. Questa strategia prevede la sospensione di attività non critiche e lo spostamento di carichi di lavoro, permettendo così di connettere ulteriori 100 gigawatt di capacità di data center alla rete. La demand response è un concetto ben consolidato, storicamente applicato a grandi consumatori industriali che, in caso di picchi di domanda, riducono il loro consumo energetico in cambio di compensi.

Attualmente, i data center partecipano a questi programmi spesso attivando gruppi elettrogeni diesel, una soluzione che non è sempre sostenibile. Emerald AI propone un’alternativa innovativa, utilizzando un software che collega direttamente le richieste delle utility con i data center. Questo approccio consente di sospendere compiti non critici o di deviare carichi verso strutture in grado di gestire il surplus di energia disponibile.

Oltre a Emerald AI, altre aziende stanno sviluppando strumenti per affrontare le sfide della gestione energetica. Google, ad esempio, ha implementato soluzioni che utilizzano le alimentazioni senza interruzione (UPS) dei data center per smussare i picchi di domanda. Uno studio condotto da Goldman Sachs ha stimato che limitare l’uso massimo della rete al 90% per alcune ore potrebbe liberare circa 76 gigawatt, un risultato significativo per la stabilità della rete elettrica.

Il software di Emerald AI si distingue per la sua capacità di fornire risposte rapide, simili a quelle delle batterie, grazie alla connessione diretta tra utility e data center. Recentemente, la società ha raccolto 150 milioni di dollari in un round di finanziamento di Serie A, guidato da Energize Capital e DCVC, un passo importante per la diffusione della sua tecnologia.

Ayse Coskun, chief scientist di Emerald AI, ha sottolineato che, sebbene la tecnologia possa ridurre la necessità di nuove fonti di generazione, non potrà eliminarla completamente. L’alleanza si propone anche di facilitare la ricerca di nuovi siti per data center, un’attività che ha storicamente presentato difficoltà sia per le aziende tecnologiche che per le utility. Tuttavia, è importante notare che l’adozione di strategie di demand response più sofisticate non risolverà da sola tutti i problemi della rete.

In conclusione, la coalizione formata da Emerald AI e i suoi partner rappresenta un passo significativo verso una gestione energetica più sostenibile e intelligente dei data center, un settore in continua espansione che gioca un ruolo cruciale nel supportare l’infrastruttura digitale globale.

redazione

Autore di Scenario Innovazione.

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