In Breve
- Qual è il timore principale di Anie riguardo al Pnrr?
- Anie teme che la conclusione del Pnrr possa lasciare un vuoto di domanda e risorse nel settore.
- Quali settori sono stati al centro degli interventi del Pnrr?
- I settori di energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti.
- Qual è la preoccupazione principale delle imprese associate ad Anie?
- Il 79% delle imprese è preoccupato per la fine del Pnrr senza ulteriori politiche di supporto.
Durante l’assemblea pubblica del 2026 di Anie Confindustria, tenutasi a Milano, è emerso un forte allarme riguardo al futuro del settore elettrico ed elettronico italiano dopo la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Il presidente di Anie, Vincenzo de Martino, ha sottolineato che il “dopo” non può essere un ritorno alla situazione pre-pandemia, ma deve rappresentare un’opportunità per continuare a investire e crescere.
All’incontro, che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e esperti del settore, è stato evidenziato come il comparto rappresentato da Anie, composto da oltre 1.100 imprese e 490.000 addetti, abbia raggiunto risultati migliori rispetto alla media manifatturiera italiana. Infatti, mentre nel 2025 la produzione manifatturiera ha registrato un calo dell’1,4%, i settori dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica hanno visto un incremento di quasi 12 punti percentuali rispetto ai livelli pre-pandemia. Nel primo semestre del 2026, il fatturato dei settori Anie è aumentato del 9% nominale, rispetto al +3% della manifattura complessiva.
I quattro mercati abilitati dalle tecnologie Anie—energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti—valgono complessivamente 930 miliardi di fatturato e 297 miliardi di valore aggiunto diretto. Questi settori sono stati al centro degli interventi del Pnrr, rappresentando il 22% dei progetti e ricevendo il 63% dei finanziamenti. Durante il periodo del Piano, il valore aggiunto di questi mercati è cresciuto in media del 10% all’anno, a fronte di un incremento del 2,9% del resto dell’economia.
Una survey condotta da Anie e Teha su circa 200 imprese, rappresentative del 35% del fatturato del comparto, ha rivelato che l’80% delle aziende ha partecipato a progetti o gare legate al Pnrr. Per il 54% di esse, tali progetti hanno generato oltre il 10% del fatturato previsto per il biennio 2024-2025, mentre il 32% ha registrato un incremento superiore al 20%. Tuttavia, il 79% degli associati ha espresso preoccupazione per la fine del Piano senza l’implementazione di ulteriori politiche di supporto.
Tra i risultati tangibili emersi dall’assemblea, si segnalano un aumento del 32% nella diffusione della fibra ottica, un incremento del 66% nel risparmio di energia primaria e un aumento del 25% nei chilometri di alta velocità. Tuttavia, permangono delle lacune significative, come quella delle competenze digitali: attualmente, solo il 54% degli adulti italiani possiede competenze digitali, rispetto all’obiettivo europeo dell’80%.
Per Anie, la risposta a queste sfide deve passare attraverso un approccio che unisca tecnologia, programmazione e semplificazione, oltre al rafforzamento del capitale umano. De Martino ha concluso: «Occorre dare prospettiva agli investimenti; creare le condizioni affinché le aziende possano crescere, sostenute dalle competenze necessarie; fare della tecnologia una leva fondamentale della nostra competitività».
