In Breve
- Quali sono le cause delle proteste degli autotrasportatori?
- Le proteste sono scatenate dall'aumento dei prezzi dei carburanti.
- Quali sono gli effetti delle proteste sulle filiere produttive?
- Le proteste causano blocchi e rallentamenti, portando a carenze di beni nei supermercati.
- Come stanno reagendo le autorità alle proteste?
- Le autorità stanno intervenendo per gestire i blocchi e garantire la sicurezza stradale.
Le proteste degli autotrasportatori contro l’aumento dei prezzi dei carburanti stanno avendo un impatto significativo sulle filiere produttive del Mezzogiorno. Le strade sono intasate da camion fermi, mentre le celle frigorifere delle aziende agricole si riempiono di prodotti deperibili non consegnati. Questo scenario ha portato a una crescente carenza di beni sugli scaffali dei supermercati, creando preoccupazione tra i consumatori e le aziende.
La mobilitazione, che ha preso piede in diverse regioni, ha portato a blocchi e rallentamenti su autostrade, accessi alle città e collegamenti con le piattaforme logistiche. In Puglia, Coldiretti ha denunciato che le consegne sono bloccate o fortemente rallentate, con ortofrutta, funghi e fiori lasciati nelle aziende. Alcuni tir già carichi sono impossibilitati a proseguire, aumentando il rischio di scarti e perdite economiche.
In Molise, i supermercati di Termoli segnalano problemi di approvvigionamento nei reparti di frutta, verdura e prodotti da forno. A Campobasso, camion e trattori hanno raggiunto il centro cittadino, causando disagi alla circolazione. In Campania, la protesta ha interessato collegamenti autostradali e il porto di Napoli, dove alcuni tir hanno bloccato il varco Bausan, creando code di diversi chilometri.
La mobilitazione è iniziata intorno alla mezzanotte nella zona di Caianello e ha richiesto l’intervento della Polizia stradale e del personale di Autostrade per l’Italia. In Puglia, un corteo di circa 35 motrici partito da Altamura ha raggiunto Bari per chiedere un incontro con il presidente regionale. Anche in Calabria, Fedralog ha istituito un presidio sulla statale 18 a Fuscaldo, rallentando il traffico per brevi intervalli.
In Basilicata, i tir presidiano gli accessi stradali a Potenza, mentre sulla Jonica nel Metapontino si segnalano disagi senza blocchi. Sebbene i distributori di carburante mostrino segni di normalizzazione, la situazione rimane critica per le produzioni deperibili in Sicilia. Il Comitato trasportatori siciliani ha offerto di facilitare la ripartenza dei carichi ortofrutticoli via terra, con particolare attenzione all’uva Italia, in una fase cruciale della stagione commerciale.
Le difficoltà nei rifornimenti hanno allertato anche le aziende siciliane di autobus. Anav Sicilia ha avvertito che le scorte di gasolio potrebbero diventare insufficienti se le consegne non riprendono, con la necessità di concentrare il carburante sui collegamenti essenziali per studenti e lavoratori.
Le rivendicazioni degli autotrasportatori riguardano il costo del gasolio, l’accesso alla liquidità e la riduzione dei margini. Questa vertenza non solo colpisce le imprese di autotrasporto, ma si sta propagando anche alla continuità delle forniture e dei servizi, con impatti simultanei su chi produce, trasporta e vende.
